ALESSANDRO MANZONI Storia dell’innominato

Da «I promessi sposi», cap. 19

Abbiamo detto che don Rodrigo, intestato più che mai di venire a fine della sua bella impresa, s’era risoluto di cercare il soccorso d’un terribile uomo. Di costui non possiam dare né il nome, né il cognome, né un titolo, e nemmeno una congettura sopra nulla di tutto ciò: cosa tanto più strana, che del personaggio troviamo memoria in più d’un libro (libri stampati, dico) di quel tempo. Che il personaggio sia quel medesimo, l’identità de’ fatti non lascia luogo a dubitarne; ma per tutto un grande studio a scansarne il nome, quasi avesse dovuto bruciar la penna, la mano dello scrittore. Francesco Rivola, nella vita del cardinal Federigo Borromeo, dovendo parlar di quell’uomo, lo chiama «un signore altrettanto potente per ricchezze, quanto nobile per nascita» Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI Storia dell’innominato”

GIORGIO GABER I soli

Da «Piccoli spostamenti del cuore» (1987)

I soli sono individui strani
con il gusto di sentirsi soli fuori dagli schemi
non si sa bene cosa sono
forse ribelli forse disertori
nella follia di oggi i soli sono i nuovi pionieri.

I soli e le sole non hanno ideologie
a parte una strana avversione per il numero due
senza nessuna appartenenza, senza pretesti o velleità sociali
senza nessuno a casa a frizionarli con unguenti coniugali.

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CARLO MILANI Nuove intelligenze, vecchi pregiudizi

Da «Gli asini», 109, 9 luglio 2023

Lo spettro delle IA

Uno  spettro  si  aggira  per  il  mondo:  è  lo  spettro  delle Intelligenze  Artificiali  (IA).  Lo  spettro  è  ormai  diventato uno  spauracchio,  tanto  che  alcuni  chiedono  una  moratoria  sullo  sviluppo  di  nuovi  modelli  più  potenti  di  GPT-4  invocando  regole  pubbliche  rispettate  da  tutti  (bit.ly/pauseIA). I promotori e primi firmatari sono gli stessi miliardari  che  hanno  finanziato  e  sviluppato  i  sistemi  oggi esistenti,  per  cui  il  dubbio  che  sussistano  secondi  fini  è più che concreto. Altri, come il garante italiano per la privacy, sollevano obiezioni più che fondate sulla legittimità di esperimenti recenti dal punto di vista del rispetto della riservatezza delle persone, ma senza grande successo.

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MARIO POMINI Valditara e il tutor

[Roars, 5 giugno 2023]

Il mondo della scuola non sembra dare grandi soddisfazioni al ministro del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nonostante le sue copiose esternazioni ed esortazioni. Dai primi dati disponibili infatti pare che non ci sia stata la corsa a ricoprire quelle due nuove figure che il ministro si è inventato per dare un senso al suo ministero, quella del docente orientatore e del docente tutor. L’operazione reclutamento governativo on line va insomma a rilento. Si tratta di due profili nuovi di zecca per i quali il ministro ha strappato in sede di finanziaria 150 milioni. A proposito, quando il ministro dell’istruzione e del merito rivendica per il suo governo l’ultimo aumento di stipendio dei docenti si dimentica di dire che le risorse le avevano messe i governi precedenti. Continua a leggere “MARIO POMINI Valditara e il tutor”

Microsoft

Microsoft è una azienda tecnologica americana che negli ultimi decenni con il suo sistema operativo ha rovinato la vita a miliardi di persone in giro per il pianeta. Fattasi ricchissima e potente, avendo mancato, com’era nell’ordine delle cose, l’appuntamento con la svolta tecnologica dell’esplosione di Internet, ha acquistato e rovinato decine di geniali applicazioni, nell’illusione, particolarmente sperimentata negli ambienti dell’innovazione tecnologica, che i soldi comprino l’intelligenza. Accade invece di solito il contrario: quando il nuovo padrone applica la propria visione alle idee intelligenti di qualcun altro quelle più meno rapidamente si spengono. Ogni progetto tecnologico che riscuote per propri meriti grande successo ha una sua parabola discendente Continua a leggere “Microsoft”

BIANCAMARIA FRABOTTA Sono come le pulci, i poeti

Da «Tutte le poesie 1971-2017»

Sono come le pulci, i poeti
acquattati nel pelo del mondo.
Invisibili, se ne stanno passivi
nelle ore dolci dei vivi
ma in un tale loro modo
e così a caso dispersi
fra i tanti, singoli vanti.
Oh, se mordono, nei loro nidi
e hanno, a volte, certi visi
sotto gli occhi di tutti…
E bisogna cercarli Continua a leggere “BIANCAMARIA FRABOTTA Sono come le pulci, i poeti”

Velocità

La velocità è un forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo […]. L’uomo che corre a piedi è sempre presente al proprio corpo, costretto com’è a pensare continuamente alle vesciche, all’affanno; quando corre avverte il proprio peso e la propria età, ed è più che mai consapevole di se stesso e del tempo della sua vita. Ma quando l’uomo delega il potere di produrre velocità a una macchina, allora tutto cambia: il suo corpo è fuori gioco e la velocità a cui si abbandona è incorporea, immateriale – velocità pura, velocità in sé e per sé, velocità-estasi.

Milan Kundera, La lentezza

NATALIA GINZBURG Mio padre non tollerava le barzellette

Da «Lessico famigliare»

A mio padre piaceva la frutta molto matura; perciò quando a noi capitava qualche pera un po’ guasta, la davamo a lui. Ah, mi date le vostre pere marce! Begli asini siete! – diceva con una gran risata, che echeggiava per tutta la casa; e mangiava la pera in due bocconi.
– Le noci, – diceva schiacciando noci, – fanno bene. Eccitano la peristalsi.
– Anche tu sei monotono, – gli diceva mia madre. – Anche tu ripeti sempre le stesse cose.
Mio padre allora, s’offendeva: – Che asina! – diceva. – Mi hai detto che son monotono! Una bell’asina sei!
Quanto alla politica, si facevano in casa nostra discussioni feroci Continua a leggere “NATALIA GINZBURG Mio padre non tollerava le barzellette”

Fallimento

Premetto che l’articolo «Nigris: “La valutazione descrittiva è più dettagliata e completa del singolo voto numerico”» (e non linkato: è l’ora di smettere di fare pubblicità alle pagine scandalistiche sulla scuola che fanno soldi spacciando non notizie) dice poco o nulla, a parte rubricare una docente (di Pedagogia Speciale, sic) dell’università Milano Bicocca, una sottosegretaria all’istruzione, e il solito Frate Indovino. La prima dice che la valutazione descrittiva è più completa del voto numerico, che equivale a dire che un buono è più esteso di un 8, e un bravo continua così ancora più esteso, e hai acquisito conoscenze puntuali e una buona capacità di analisi ancora di più e così via. Continua a leggere “Fallimento”