Stitichezza

«È vero» chiese Stalin «che lei, Robespierre, soffre di stitichezza?» «Non me ne parli», rispose Robespierre «è storicamente provato». «È incredibile», disse Caino, «anch’io».

Ennio Flaiano, Altre ombre sparse, in «Le ombre bianche»

ANDREA CAMILLERI Un pacchetto di sigarette Macedonia a settimana

Da «La lingua batte dove il dente duole», dialogo sulla lingua italiana con Tullio De Mauro

Era uno scioperato, passava le notti nelle bische clandestine, ma ci spiegava Dante in un modo straordinario. Aveva la capacità di smontare il testo, riducendolo a delle concretezze, da noi facilmente afferrabili e poi ricostruirlo poeticamente trascinandoci nel turbinio di sensazioni e di idee e tornare ai livelli di Dante.

Al liceo avevo un professore di italiano che si chiamava Emanuele Cassesa.

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GIORGIO GABER C’è solo la strada

Livia, ti amo.
Livia, ho bisogno di te.
Poi la stringo e la bacio, infagottato d’amore e di vestiti. E anche lei si muove, felice della sua apparenza e del nostro amore. E la cosa continua bellissima per giorni e giorni. Una nave, con una rotta precisa che ci porta dritti verso una casa, una casa con noi due soli. Una gran tenerezza e una porta che si chiude.

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Volontari

Da «Frasario essenziale per passare inosservati a scuola», 14 febbraio 2022

Stamattina vado in quarta rossa dove avevo contrattato due volontari per l’interrogazione su Tasso.
Chi sono i volontari?

Mi devo arrabbiare?


Prof, se l’è visto il PSG? Ha vinto 3-0 contro il Bordeaux

La Champions, provi a cercare su prime, ci sta tutta la partita Continua a leggere “Volontari”

EMANUELE ZINATO Reimparare a opporsi: rifiuto e speranza per una scuola futura

[Il presente e noi, 9 giugno 2023]

Gli organi collegiali di alcuni istituti scolastici si sono rifiutati di dare il loro assenso aprogetti di scuola digitale finanziati con i fondi PNRR (come è a esempio accaduto al Consiglio d’Istituto del Liceo Classico Albertelli di Roma) o all’istituzione dei tutor per l’orientamento (come è successo al Collegio docenti del Liceo scientifico Curiel di Padova).  Le mozioni, che in entrambi i casi sono state votate a larga maggioranza, costituiscono vere e proprie attestazioni di riflessione critica e di democrazia.  Si tratta di due prese di posizione nate da un riuso virtuoso delle possibilità di argomentazione nei luoghi collegiali in cui si dovrebbero discutere i processi in atto anziché assentire pigramente alle decisioni della cosiddetta governance.

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Punto esclamativo

Rumoroso. Isterico. Arrogante. Il selfie della grammatica. Il punto esclamativo attira su di sé un’enorme (e ingiustificata) quantità di improperi per la sua sfacciata pretesa di rappresentare emozioni che alcune anime poco gentili considerano egocentriche. Siamo diventati sospettosi dei sentimenti, soprattutto di quelli grandi, che hanno bisogno dell’eruzione di un ! per sfogarsi. Questa tendenza è cominciata intorno al 1900, quando la modernità è diventata sinonimo di funzionalità e di linee dritte e pulite (come testimoniano le rigorose scatole degli edifici del Bauhaus) in opposizione alla vena extra della sensibilità vittoriana o alle frivole e giocose decorazioni del rinascimento.

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PRIMO LEVI Buna

Da «Ad ora incerta»

Piedi piagati e terra maledetta,
Lunga la schiera nei grigi mattini.
Fuma la Buna dai mille camini,
Un giorno come ogni giorno ci aspetta.
Terribili nell’alba le sirene:
«Voi moltitudine dai visi spenti,
Sull’orrore monotono del fango
È nato un altro giorno di dolore».
Compagno stanco ti vedo nel cuore,
Ti leggo gli occhi compagno dolente. Continua a leggere “PRIMO LEVI Buna”

Segreto

Una delle più gran consolazioni di questa vita è l’amicizia; e una delle consolazioni dell’amicizia è quell’avere a cui confidare un segreto. Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno, generalmente parlando, ne ha più d’uno: il che forma una catena, di cui nessuno potrebbe trovar la fine. Quando dunque un amico si procura quella consolazione di deporre un segreto nel seno d’un altro, dà a costui la voglia di procurarsi la stessa consolazione anche lui. Lo prega, è vero, di non dir nulla a nessuno; e una tal condizione, chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole, troncherebbe immediatamente il corso delle consolazioni. Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto a non confidare il segreto, se non a chi sia un amico ugualmente fidato, e imponendogli la stessa condizione. Continua a leggere “Segreto”

GIOVANNI BOCCACCIO Elle si chiamano papere

Dal «Decameron», introduzione alla IV giornata

Nella nostra città, già è buon tempo passato, fu un cittadino, il qual fu nominato Filippo Balducci, uomo di condizione assai leggiere, ma ricco e bene inviato ed esperto nelle cose quanto lo stato suo richiedea; e aveva una sua donna moglie, la quale egli sommamente amava, ed ella lui, e insieme in riposata vita si stavano, a niun’altra cosa tanto studio ponendo quanto in piacere interamente l’uno all’altro. Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Elle si chiamano papere”