Da «Gasoline» (1958)
Mia madre odia il mare,
specialmente il mio mare,
le ho detto di non farlo;
non potevo fare altro.
Due anni dopo
il mare la mangiò.
oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou
pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
Da «Gasoline» (1958)
Mia madre odia il mare,
specialmente il mio mare,
le ho detto di non farlo;
non potevo fare altro.
Due anni dopo
il mare la mangiò.
«È vero» chiese Stalin «che lei, Robespierre, soffre di stitichezza?» «Non me ne parli», rispose Robespierre «è storicamente provato». «È incredibile», disse Caino, «anch’io».
Ennio Flaiano, Altre ombre sparse, in «Le ombre bianche»
Da «La lingua batte dove il dente duole», dialogo sulla lingua italiana con Tullio De Mauro
Era uno scioperato, passava le notti nelle bische clandestine, ma ci spiegava Dante in un modo straordinario. Aveva la capacità di smontare il testo, riducendolo a delle concretezze, da noi facilmente afferrabili e poi ricostruirlo poeticamente trascinandoci nel turbinio di sensazioni e di idee e tornare ai livelli di Dante.
Al liceo avevo un professore di italiano che si chiamava Emanuele Cassesa.
Continua a leggere “ANDREA CAMILLERI Un pacchetto di sigarette Macedonia a settimana”Livia, ti amo.
Livia, ho bisogno di te.
Poi la stringo e la bacio, infagottato d’amore e di vestiti. E anche lei si muove, felice della sua apparenza e del nostro amore. E la cosa continua bellissima per giorni e giorni. Una nave, con una rotta precisa che ci porta dritti verso una casa, una casa con noi due soli. Una gran tenerezza e una porta che si chiude.
Da «Frasario essenziale per passare inosservati a scuola», 14 febbraio 2022
Stamattina vado in quarta rossa dove avevo contrattato due volontari per l’interrogazione su Tasso.
Chi sono i volontari?
…
Mi devo arrabbiare?
…
…
Prof, se l’è visto il PSG? Ha vinto 3-0 contro il Bordeaux
…
La Champions, provi a cercare su prime, ci sta tutta la partita Continua a leggere “Volontari”
[Il presente e noi, 9 giugno 2023]
Gli organi collegiali di alcuni istituti scolastici si sono rifiutati di dare il loro assenso aprogetti di scuola digitale finanziati con i fondi PNRR (come è a esempio accaduto al Consiglio d’Istituto del Liceo Classico Albertelli di Roma) o all’istituzione dei tutor per l’orientamento (come è successo al Collegio docenti del Liceo scientifico Curiel di Padova). Le mozioni, che in entrambi i casi sono state votate a larga maggioranza, costituiscono vere e proprie attestazioni di riflessione critica e di democrazia. Si tratta di due prese di posizione nate da un riuso virtuoso delle possibilità di argomentazione nei luoghi collegiali in cui si dovrebbero discutere i processi in atto anziché assentire pigramente alle decisioni della cosiddetta governance.
Continua a leggere “EMANUELE ZINATO Reimparare a opporsi: rifiuto e speranza per una scuola futura”Rumoroso. Isterico. Arrogante. Il selfie della grammatica. Il punto esclamativo attira su di sé un’enorme (e ingiustificata) quantità di improperi per la sua sfacciata pretesa di rappresentare emozioni che alcune anime poco gentili considerano egocentriche. Siamo diventati sospettosi dei sentimenti, soprattutto di quelli grandi, che hanno bisogno dell’eruzione di un ! per sfogarsi. Questa tendenza è cominciata intorno al 1900, quando la modernità è diventata sinonimo di funzionalità e di linee dritte e pulite (come testimoniano le rigorose scatole degli edifici del Bauhaus) in opposizione alla vena extra della sensibilità vittoriana o alle frivole e giocose decorazioni del rinascimento.
Continua a leggere “Punto esclamativo”Da «Ad ora incerta»
Piedi piagati e terra maledetta,
Lunga la schiera nei grigi mattini.
Fuma la Buna dai mille camini,
Un giorno come ogni giorno ci aspetta.
Terribili nell’alba le sirene:
«Voi moltitudine dai visi spenti,
Sull’orrore monotono del fango
È nato un altro giorno di dolore».
Compagno stanco ti vedo nel cuore,
Ti leggo gli occhi compagno dolente. Continua a leggere “PRIMO LEVI Buna”
Una delle più gran consolazioni di questa vita è l’amicizia; e una delle consolazioni dell’amicizia è quell’avere a cui confidare un segreto. Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno, generalmente parlando, ne ha più d’uno: il che forma una catena, di cui nessuno potrebbe trovar la fine. Quando dunque un amico si procura quella consolazione di deporre un segreto nel seno d’un altro, dà a costui la voglia di procurarsi la stessa consolazione anche lui. Lo prega, è vero, di non dir nulla a nessuno; e una tal condizione, chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole, troncherebbe immediatamente il corso delle consolazioni. Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto a non confidare il segreto, se non a chi sia un amico ugualmente fidato, e imponendogli la stessa condizione. Continua a leggere “Segreto”
Dal «Decameron», introduzione alla IV giornata
Nella nostra città, già è buon tempo passato, fu un cittadino, il qual fu nominato Filippo Balducci, uomo di condizione assai leggiere, ma ricco e bene inviato ed esperto nelle cose quanto lo stato suo richiedea; e aveva una sua donna moglie, la quale egli sommamente amava, ed ella lui, e insieme in riposata vita si stavano, a niun’altra cosa tanto studio ponendo quanto in piacere interamente l’uno all’altro. Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Elle si chiamano papere”