Wake Me Up When This Year School Ends

10 aprile

L’ordinanza della nuova maturità stabilisce che la «scena muta strategica» è causa di non validità dell’esame (bocciatura automatica), anche per lo studente che ha il massimo dei crediti, e ha ottenuto un punteggio alto a tutte le prove, ma offre una facile scappatoia. Basterà dire: mi chiamo Tizio, nella scuola ho raggiunto un elevato grado di autonomia e maturazione personale (5 punti) e so una cosa sola: di non sapere niente (3,5 punti: il minimo degli indicatori relativi ai contenuti e alla capacità di raccordo tra i medesimi, e la sufficienza riguardo alla capacità di argomentare in modo critico e personale)

Poi, chiedo, mi fate assistere al momento in cui la commissione scrive sul verbale che lo studente che aveva ottenuto un punteggio alto a tutte le prove, che aveva il massimo dei crediti, o comunque il punteggio sufficiente a farsi virtualmente maturo, non è ammesso perché ha sostenuto una «scena muta strategica», per contestare le norme della nuova maturità. Tiè


3 settembre

I problemi più pressanti dell’istruzione all’inizio dell’anno scolastico: cambiare il nome (comunista) dell’esame di Stato ripristinando la tradizionale Maturità (chi non salta gentiliano è), la repressione delle/gli studenti che fanno scena muta all’orale della Maturità. Ma io leggo: chi non si presenta verrà bocciato. Se invece mi presento e rispondo a ogni domanda so di non sapere? Sai quanti ricorsi. Il quesito più urgente tuttavia è: se la/lo studente entra in classe con il cellulare in mano che si fa? wake me up when…

4 settembre

Il Ministero dell’Istruzione (e del Merito) ha pubblicato le «linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle Istituzioni scolastiche». Un preambolo ricorda che, secondo l’art. 33 della Costituzione: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento».

5 settembre

Ho fatto parte di commissioni dell’esame di Stato dal 1998, da interno e da esterno, il format con i quattro commissari esterni (quello che si chiamava ancora maturità, nel secolo scorso), il format con i commissari tutti interni, il format con la terza prova (e anche la quarta, nel liceo internazionale), il format con la tesina e quello con il colloquio, con le buste, senza le buste, solo il colloquio (ai tempi del covid), una volta sono stato anche a Rebibbia e un’altra volta ho dovuto rispondere alle domande dei carabinieri perché con il collega di elettronica ero stato accusato dalla presidente della commissione di avere rubato l’ordinanza ministeriale, e adesso mi dicono che per leggere quattro articoli di un decreto di Valditara dovrò sostenere un corso di formazione?

6 settembre

Repubblica dedica un paginone alle novità dell’esame di maturità. Quattro materie, quattro commissari, l’orale obbligatorio (finora era facoltativo), i 3 punti di bonus eccetera. Un trafiletto è dedicato a magnificare il colloquio basato sulla valutazione del «grado di autonomia raggiunto durante gli studi». Tra le righe il ministro Valditara, che è in carica da tre anni, definisce «strampalati» i collegamenti che nel colloquio dell’esame di stato le/gli studenti potevano trovare davanti all’immagine di un vulcano o di Guernica. Chissà perché proprio, Guernica?

19 ottobre

Gli studenti pensano (sperano, non temono) che il colloquio del nuovo esame di Valditara sarà un’interrogazione. Ditemi che materie escono e io quelle studio dice Valeria. Sarebbe molto fuori moda. Ma soprattutto stride con la fanfara della maturità presentata come accertamento dell’autonomia raggiunta in relazione a non è chiaro quali competenze. Sta piovendo l’ennesima diavoleria che non oso nemmeno immaginare. Quasi quasi rimpiango il gioco d’azzardo dei collegamenti dell’esame di stato appena messo in soffitta.

Quando mi chiedono cosa fare per affrontare questa prova non so come rispondere. Studiare? Molto più efficace comportarsi da bravi pappagalli (stocastici), come fa l’intelligenza artificiale quando risponde a una domanda.

Una studente musulmana è indignata perché i suoi compagni, durante la ricreazione, fumano. La rassicuro sul fatto che il Corano non dice nulla riguardo al fumo (pensavo, nella mia ignoranza, il contrario). Jasmina sostiene che il Corano vieta il fumo. Il suo argomento è: a casa mia non si fuma.

Chiedo l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Con l’aiuto di un collega scriviamo un prompt: quali versetti del Corano vietano il fumo. La pagina non si carica. Probabilmente perché sta leggendo il Corano, dice il collega. Invece è la connessione che non va. Riprovo con il telefono. La risposta arriva dopo alcuni secondi. Non è tanto importante la risposta, ma la velocità. Che non è la velocità con cui il sistema ha cercato tra le fonti, come avrebbe fatto lo studente seduto davanti a una commissione a cui è stata proposta la foto di un vulcano e che ha cinque minuti per frugare tra le sue conoscenze e organizzare una linea di collegamenti che va da Leopardi a Malcolm Lowry.

Il sistema semplicemente sa già le domande. Sa miliardi di domande. E per ogni domanda ha una risposta: clic clic clic zero uno zero uno uno zero zero dlin dlin dlin. Lo studente non può sapere miliardi di domande, nemmeno centinaia o decine di domande. Può soltanto allenarsi a dire ciò che nel colloquio ci si aspetta che dica. O almeno che dica qualcosa. Che non faccia scena muta. Perché il «silenzio ostinato» significa che il meccanismo si è inceppato.

1 febbraio

Sono state pubblicate dal MIM le materie dell’esame che da quest’anno si chiama nuovamente di maturità («Il nuovo esame consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente»). L’occasione è propizia per dare fiato alle trombe della propaganda. Finalmente, era l’ora, l’esame del ’68 va in soffitta. Rigore. Invece di improbabili collegamenti, il candidato dimostrerà la profonda conoscenza di quattro materie, nonché il livello di autonomia e responsabilità acquisito. Chi tace all’orale sarà bocciato. Per chi ha avito sei (sex) in condotta «il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale assegnato dal Consiglio di classe», alla presenza di un rappresentante delle forze dell’ordine. L’inevitabile dimostrazione del rigore è nel meccanismo di assegnazione dei voti, che rende più difficile ottenere 100 punti.

5 febbraio

Valditara dice che l’esame di quest’anno non sarà più facile, ma però più serio. Perciò niente più vulcani, urli di munch, orologi a pendolo o a cuccù, la savana e le galline di Mazzarò che camminano sulla struttura degli idrocarburi, e soprattutto censura a chi dice che D’annunzio era un estetista (e soprattutto per chi scrive sui social di averlo sentito dire). De profundis per Alvaro Rissa.

7 marzo

Una faccia della scuola è la carta del docente: 383 euro netti, anzi nettissimi, versati in un portafoglio con più di sei mesi di ritardo. L’altra faccia sono le radici culturali dell’Occidente.

8 marzo

Dice il ministro che l’ia ha migliorato gli apprendimenti, come dimostrano le sperimentazioni, ad esempio quella dell’istituto Majorana di Brindisi, che come tutti sanno è da sempre l’avanguardia tecnoentusiasta (un preside di quell’istituto fu sottosegretario all’istruzione nel governo Salvini, nel lontano 2018). Io, per me, posso testimoniare che l’introduzione dell’ia nella didattica del latino ha migliorato in modo vertiginoso il profitto delle e degli studenti rispetto a splash latino e studentville.

4 aprile

La notizia comincia con questa proposizione: «la conoscenza delle declinazioni potrebbe non bastare più per prendere un bel voto alla Maturità». Perché, non si chiama Maturità solo per un capriccio del ministro, il candidato non viene valutato solo in base a quello che sa, ma anche per chi è diventato (5 punti). Il minimo è: ha raggiunto un livello di maturità incompleto. Non propriamente «immaturo», perché sarebbe bocciato, ma non del tutto, «necessita di guida e di supporto per gestire scelte e responsabilità». Gli si dia un tutor: ce ne sono una caterva disposti per pochi spiccioli, se non si trova può bastare anche un chatbot.

Il messaggio è: sai le declinazioni, e tante altre cose inutili, ma sei un incompetente. E un peso per la società. Livello intermedio: è in grado di assumere decisioni. Non necessita di guida e supporto. Niente di speciale, ma butta via. Livello avanzato: ha raggiunto un grado elevato eccetera. Può fare da guida per gli altri. Bacio della commissione.

Dubbio: la commissione interroga. Chiede le declinazioni e il candidato le sa. 15 punti. E come assegna gli altri 5 punti? Chiede al candidato che cosa gli è servito imparare le declinazioni. Il candidato risponde che gli hanno aperto la mente, lo hanno acculturato, lo hanno reso consapevole dell’importanza di. Punti 0. Maturazione incompleta. Da rieducare. Il candidato risponde che le declinazioni non servono a nulla, che la storia insegna che dalla storia non si può imparare nulla, la filosofia lasciamo perdere, al contrario di stem, intelligenza artificiale, l’inglese commerciale, le soft skills, l’imprenditorialità, l’obbedienza alle regole del mercato. Livello avanzato.

La fregatura era ampiamente prevedibile fin dai tempi della Buona scuola di Renzi. La Commissione potrà anche domandare allo studente chi sei, come sei arrivato fin qui, dove vai, e dare una valutazione del tutto arbitraria su una competenza inesistente, tutto è già scritto nel curriculum dello studente, che negli anni si è riempito con tutte le cose belle prodotte dal succedersi di ministri e ministre di varia estrazione: educazione civica, partecipazione ai progetti, banchi monoposto a rotelle che rotolano avanti e indietro per l’aula, capolavori, lavagne interattive che dopo due mesi non si trova più la penna ottica, orientamento, il volontariato e in genere l’impegno civile a favore di, tutte le volte che mi è toccato andare in aula magna ad applaudire un assessore, e last but not least, novità di quest’anno, i risultati dei test invalsi. Tutto questo fa sì che, piuttosto che a un’interrogazione, l’esame assomigli a un colloquio di lavoro, dice la raggiante conclusione dell’articolo di Orizzonte Scuola. Sottolineato nel testo: colloquio di lavoro. Dove prima vengono i convenevoli, e poi si va al sodo.