Caporetto

Il rovescio ci fu nell’ottobre 1917. Un generale, molti dicono, non si sa se giustamente ingiustamente. che fosse Badoglio – progettò un azzardato piano napoleonico per attirare gli austriaci in trappola, per poi sgominarli. Aprì quindi le porte d’Italia, ma appena gli austriaci entrarono nella trappola scoprì che, per una ragione o per un’altra, il muro loro opposto non era così resistente come aveva creduto il redivivo Napoleone; lo abbatterono e dilagarono come valanga su più delle metà del Veneto […].

Questa fu la disfatta di Caporetto, la più celebre nella guerra mondiale, non perché fu maggiore e peggiore di tutte le altre sugli altri fronti – per esempio la disfatta inglese a Saint-Quentin nel marzo 1918 – ma perché gli italiani vollero che fosse la maggiore e peggiore, e cedendo ancora una volta al loro complesso di inferiorità e alla disperazione, diffusero il nome di Caporetto per tutti i continenti e tutti i mari con un sentimento di vergogna cocente. Per quel che riguarda i fatti e non i sentimenti, gli austro-tedeschi non arrivarono neanche fino a Venezia e furono fermati sulla riva sinistra del Piave.

Da Giuseppe Antonio Borgese, Golia