Wake Me Up When This Year School Ends

8 marzo

Dice il ministro che l’ia ha migliorato gli apprendimenti, come dimostrano le sperimentazioni, ad esempio quella dell’istituto Majorana di Brindisi, che come tutti sanno è da sempre l’avanguardia tecnoentusiasta (un preside di quell’istituto fu sottosegretario all’istruzione nel governo Salvini, nel lontano 2018). Io, per me, posso testimoniare che l’introduzione dell’ia nella didattica del latino ha migliorato in modo vertiginoso il profitto delle e degli studenti rispetto a splash latino e studentville.

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EUGENIO MONTALE Torcere il collo all’eloquenza

«Sulla poesia»

Scrivendo il mio primo libro1 (un libro che si scrisse da sé) […] ubbidii a un bisogno di espressione musicale. Volevo che la mia parola fosse più aderente di quella degli altri poeti che avevo conosciuto. Più aderente a che? Mi pareva di vivere sotto a una campana di vetro2, eppure sentivo di essere vicino a qualcosa di essenziale. Un velo sottile, un filo appena mi separava dal quid3 definitivo. L’espressione assoluta sarebbe stata la rottura di quel velo, di quel filo: una esplosione, la fine dell’inganno del mondo come rappresentazione4. Ma questo era un limite irraggiungibile. E la mia volontà di aderenza restava musicale, istintiva, non programmatica. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Torcere il collo all’eloquenza”

Bussola

Una mattina eravamo a scuola; come siamo entrati il giorno prima ci aveva messo a studiare la geografia, subito ci ha messo a dire la geografia, ma nessuno ne sapeva, solo io e un altro abbiamo alzato la mano e mi chiama a me: «Cosa c’è dentro la bussola?». Io come ho visto che c’era dentro un vecchietto facendo come così, mi, ho detto: «C’è un uomo!». Prende lui e mi da [sic] un cazzotto, e ha detto: «Tu non hai studiato la geografia, perché dentro la bussola c’è una spilla che gira».

Da Albino Bernardini, La scuola nemica

ROBERTO IPPOLITO L’autonomia scolastica ha fallito

La nostra scuola, 10 gennaio 2026

Percorrendo le vie di Casarano, in provincia di Lecce, dove hanno sede numerosi istituti scolastici, mi è capitato di imbattermi in diversi cartelloni pubblicitari che promuovono le scuole. Un’immagine a prima vista del tutto innocua, ma sufficiente a suscitare una domanda piuttosto inquietante: siamo giunti al punto di trasformare l’istruzione pubblica in un mercato?

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ASCANIO CELESTINI La cultura non è sapere le cose a memoria

Da «Poveri cristi»

La Vecchia mi ha tatto ragionare su tante cose. Chi c’ha tanto deve dare tanto.
Chi c’ha poco è già tanto che dà un pochetto. Lei c’ha una grande cultura e infatti je l’ho detto.
«Vecchia, tu c`hai una cultura che lèvate… ».
E lei: «E che è la cultura?».
Dico: «Per esempio è quello che impari a scuola, per esempio so’ le poesie».
Me fa: «E tu la sai una poesia?».
«No, conosco le preghiere», e je dico l’Ave Maria.
Ma appena comincio me fa: «E che significa “Ave”?». Continua a leggere “ASCANIO CELESTINI La cultura non è sapere le cose a memoria”