NUTO REVELLI I dispersi

Da «Il disperso di Marburg»

Gli scomparsi nel nulla, i «dispersi». Sono trascorsi già cinquant’anni, eppure quasi tutti i congiunti dei «dispersi» continuano a pensarli vivi, s’illudono, non disperano. Non una ma cento volte, nei lunghi giorni e nelle lunghe notti della ritirata di Russia, ho rischiato di diventare un «disperso». Bastava un niente per perdersi.

Prima a Slobin1, e poi a Udine2, noi i superstiti, i fortunati, avevamo ricostruito il ruolino della 46a Compagnia, e censito i caduti e i dispersi. Per ogni caduto occorreva un documento sottoscritto da due testimoni. Tutti gli altri assenti venivano inclusi nel lunghissimo elenco dei «dispersi»3.

La grande illusione che i «dispersi» del fronte russo fossero tutti in salvo nei campi di prigionia dell’Unione Sovietica avrebbe dovuto dissolversi dopo la fine della guerra, quando erano rimpatriati gli ultimi prigionieri superstiti. Invece è rimasta immutata nel tempo. È proprio vero che il dramma dei «dispersi» è l’eredità più crudele di ogni guerra.

Anni fa la sorella di un «disperso»4 mi disse: «Se uno è morto è morto, e ti metti il cuore in pace, ti rassegni. Ma non saperlo né vivo né morto è una sofferenza senza fine».

Note

1 Località della Bielorussia, a ovest di Gomel, dove la «Tridentina» sostò nell’attesa del rimpatrio

2 Località dove la «Tridentina» trascorse il periodo della contumacia, dopo il rimpatrio.

3 Questi i dati riassuntivi della 46a Compagnia, dopo il censimento di Slobin e di Udine. Forza iniziale sul Don, il 16 gennaio 1943: 350 uomini. 16 i caduti, 127 i dispersi, 79 gli «spedalizzati», 123 i presenti al reparto e rimpatriati, 5 i militari rimasti a Priluki con le salmerie. Questi dati numerici si riferiscono a un reparto che nel corso della ritirata era considerato efficiente, «organico», anche se la sua consistenza si riduceva a volte a poche decine di uomini.

4 Giovanna Rovere in Rosa, nata a Trinità (Cuneo), classe 1924. Sorella di Giovenale, classe 1922, disperso in Russia (testimonianza del 31 agosto 1978).