Una nuova formula di business: l’economia dell’attenzione, ossia riuscire a monetizzare il tempo passato dagli utenti online analizzando cosa guardano e proponendo pubblicità che corrispondono alle loro caratteristiche. Questa economia è basata su una nuova risorsa: i dati personali […]. Chi ha i dati, ha il controllo: può venderli alle aziende per profilare la propria clientela, può venderli ai governi per fare propaganda, può venderli agli Stati per realizzare prodotti di intelligenza e di controllo sociale (come il riconoscimento facciale). In più i dati si rivelano una miniera per l’industria a venire: l’Intelligenza Artificiale, i cui algoritmi si esercitano sui dati generosamente accumulati dagli utenti sui social.
Gloria Origgi, Non solo fake news. Come la disinformazione viaggia in rete, «MicroMega», 3, 2025