FERDINANDO FONTANA A un mendicante berlinese

Egli è cadente, deforme, cencioso;
E, sotto i cenci, le sue carni grame
Io scorgo; carni che dentro, la fame
E, fuori, i geli e i sollïoni ‘han roso.

I viandanti, in atto pauroso,
Lo fuggon come creatura infame;
Io solo oso guardar questo carcame…
E lo guardo con occhio invidioso.

Noi vogliam tutti quel che non abbiamo!
II caldo estivo d’inverno imploriamo
E, nella state, dell’inverno il fresco!

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