GIOSUE CARDUCCI Alla stazione in una mattina d’autunno

Da «Odi barbare»

Oh quei fanali come s’inseguono
accidiosi là dietro gli alberi,
tra i rami stillanti di pioggia
sbadigliando la luce su ’l fango!
Flebile, acuta, stridula fischia
la vaporiera da presso. Plumbeo
il cielo e il mattino d’autunno
come un grande fantasma n’è intorno.
Dove e a che move questa, che affrettasi
a’ carri fóschi, ravvolta e tacita Continua a leggere “GIOSUE CARDUCCI Alla stazione in una mattina d’autunno”

Intelligenza artificiale

Si dirà che nessuna macchina sarà mai capace di scrivere in bello stile inglese, o essere soggetta al sex appeal, o fumare la pipa. Personalmente non mi sento di offrire consolazioni, perché non credo sia possibile fissare limiti del genere.
Alan Turing

Negli ultimi decenni si ripropone con alterne fortune la favola dell’Intelligenza Artificiale, per nulla intelligente e poco artificiale, ma senz’altro basata sullo sfruttamento di enormi risorse naturali e umane, vera e propria incarnazione del sogno distopico dell’Automazione Industriale.
Carlo Milani, Tecnologie conviviali

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PETRONIO Ma voi ve lo sapete bene, che tentazioni che ci stanno che se la tentano, la gente a pancia piena

«Satyricon», 111-2

C’era una volta, nella città di Efeso, una signora che era molto famosa, tanto che era casta, che ci tirava anche le donne, là dai paesi vicini, che ci venivano che se la contemplavano. Questa si sotterra il suo marito, un giorno, che però non si accontenta mica che si segue il suo solito funerale, sparsa le trecce morbide, che si picchia il suo petto nudo, davanti a tutta lì la gente, ma che gli va dietro anche la al defunto, dentro il sepolcro suo, che si mette che se lo custodisce e se lo piange, là il cadavere, messo dentro la cripta all’uso greco, le notti e le notti, i giorni e i giorni, là sempre. Quella, che si dispera così tanto, che si cerca la sua morte per la fame, non se la riesce che se la tira via nessuno, non i genitori suoi, non i parenti. Alla fine, sbattuti via fuori, se ne vanno anche i pubblici ufficiali Continua a leggere “PETRONIO Ma voi ve lo sapete bene, che tentazioni che ci stanno che se la tentano, la gente a pancia piena”

DANIELA TAFANI Le Big Tech e il racconto dell’intelligenza artificiale

[Centro Riforma Stato, 5 luglio 2024]

Il problema politico relativo allo sviluppo e alle applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale non riguarda l’allineamento di una mente artificiale con i nostri valori, ma il disallineamento tra gli interessi dei monopoli della tecnologia e l’interesse pubblico.

L’economia delle promesse

Nella famiglia di tecnologie denominata, per ragioni di marketing, «intelligenza artificiale», alcuni genuini progressi sono stati ottenuti, a partire dal 2010, con sistemi di natura statistica, antropomorficamente definiti di «apprendimento automatico» Continua a leggere “DANIELA TAFANI Le Big Tech e il racconto dell’intelligenza artificiale”

Si può fare politica a scuola

Si può e si deve fare politica a scuola, a condizione di lodare il governo in carica, le riforme attuate e quelle pensate, i discorsi ispirati del ministro o ministra (a maggior ragione quando non si sono capiti), celebrando l’innovazione in tutte le sue forme (tranne lo smartphone, che va depositato in un cestino), gli studenti finalmente imprenditori di se stessi, orientati e consapevoli. Sarebbe bello se il ministro producesse un manuale di educazione civica ispirato alla verità, alle buone maniere, che indicasse una terminologia adeguata, di quali argomenti è lecito parlare e di quali è invece opportuno tacere.

Bias

I bias, o meglio bias cognitivi, sono delle distorsioni che le persone attuano nelle valutazioni di fatti e avvenimenti. Tali distorsioni ci spingono a ricreare una propria visione soggettiva che non corrisponde fedelmente alla realtà. In sintesi, i bias cognitivi rappresentano il modo con cui il nostro cervello distorce di fatto la realtà.

Il significato di bias in italiano è pregiudizio. L’etimologia del termine «bias» è incerta, ma studi accreditati collocano l’origine in Francia e nella lingua provenzale con la parola biais ovvero «obliquo», «inclinato».

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GUIDO GOZZANO L’amica di nonna Speranza

«I colloqui» (1911)

Loreto impagliato e il busto d’Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!)

il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,

un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti con mònito, salve, ricordo, le noci di cocco,

Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po’ scialbi,
le stampe, i cofani, gli albi dipinti d’anemoni arcaici, Continua a leggere “GUIDO GOZZANO L’amica di nonna Speranza”

ERNEST JÜNGER Il semplice consenso non basta alle dittature

Da «Trattato del ribelle»

Cento per cento: ecco la proporzione ideale, che rimane irraggiungibile come tutti gli ideali. Ad essa tuttavia ci si può avvicinare proprio come nello sport ci si approssima di alcune frazioni di secondo o di metro a determinati record, parimenti irraggiungibili. Di quanto sia lecito avvicinarsi dipende a sua volta da un insieme di complesse considerazioni.

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ALESSANDRO GIARRETTINO I «tempi moderni» della Scuola tra economia della conoscenza e Confindustria

[La scuola e noi, 7 ottobre 2024]

Massa studentesca e capitale umano

Se qualche studente, come sempre più spesso capita, si chiedesse a cosa serve la Scuola oggi, troverebbe la risposta più confacente allo spirito del tempo nel Dizionario di Economia e Finanza dell’Enciclopedia Treccani, alla voce Capitale umano. Definito come l’«insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali possedute in genere dall’individuo» e «acquisite non solo mediante l’istruzione scolastica, ma anche attraverso un lungo apprendimento o esperienza sul posto di lavoro»[1], la formazione del capitale umano costituisce (ex lege) la missione speciale della Scuola contemporanea[2]. Continua a leggere “ALESSANDRO GIARRETTINO I «tempi moderni» della Scuola tra economia della conoscenza e Confindustria”

ILAN PAPPÉ La fine del sionismo

«New Left Review», 21 giugno 2024, tradotto da «Internazionale», 1570, 5 luglio 2024

L’attacco di Hamas del 7 ottobre può essere paragonato a un terre remoto che colpisce un vecchio edificio. Le crepe già s’intravedevano, ma ora sono evidenti fin nelle fondamenta. A più di 120 anni dal suo inizio, il progetto sionista in Palestina – l’idea d’imporre uno stato ebraico in un paese arabo, islamico e mediorientale – rischia forse di crollare? Storicamente, il rovesciamento di uno stato può avere cause molto diverse. Può essere la conseguenza di attacchi costanti da paesi vicini o di una guerra civile cronica. Può risultare dal collasso delle istituzioni pubbliche, diventate incapaci di dare servizi ai cittadini. Spesso comincia come un lento processo di disintegrazione che poi accelera fino a che, in un breve periodo, abbatte strutture che un tempo sembravano solide e incrollabili.

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