CHARLES BAUDELAIRE Il dandy

«Il pittore della vita moderna»

Se parlo dell’amore in rapporto al dandismo, la ragione è che l’amore rappresenta l’attività naturale degli oziosi. Ma il dandy non mira all’amore come a fine specifico. Se poi ho parlato di denaro, l’ho fatto perché il denaro è indispensabile a chi si fa un culto delle proprie passioni; ma il dandy non aspira al denaro come a una cosa essenziale; gli basterebbe un credito illimitato; ed egli lascia questa passione volgare ai comuni mortali. Il dandismo non è neppure, come sembrano credere molti sconsiderati, un gusto sfrenato del vestire e dell’eleganza materiale. Per il dandy perfetto tali cose sono unicamente un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito. Continua a leggere “CHARLES BAUDELAIRE Il dandy”

DANIELE LO VETERE Il divieto degli smartphone alla luce del pensiero di Bernard Stiegler

Il presente e noi, 24 giugno 2025

Quello che manca, sempre, nel non memorabile argomentare della sinistra nelle discussioni su nuove tecnologie ed educazione – ultima puntata: il divieto degli smartphone alle superiori – sta in Bernard Stiegler; più precisamente in un suo libro dal bellissimo titolo, che si può leggere lasciando il punto dopo «cura», o togliendolo: Prendersi cura. Della gioventù e delle generazioni (Orthotes, 2014, ed. fr. 2008)

Psichico, sociale, tecnico

Al centro del pensiero di Stiegler sta l’idea che lo sviluppo psichico individuale Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Il divieto degli smartphone alla luce del pensiero di Bernard Stiegler”

ROBERTO CONTU «Segno di grandezza e nobiltà». Giacomo Leopardi oltre gli automatismi didattici

La scuola e noi, 30 settembre 2024

Un autore che funziona

Al di là delle difficoltà quotidiane per chi continua a credere nell’insegnamento della letteratura italiana nella scuola secondaria, è sentire comune come alcuni autori siano ancora capaci della tenuta in classe, di un interesse diffuso, dell’agio di muoversi fra testi che per quanto alti siano ancora capaci di attivare quella comunità ermeneutica che dovrebbe essere obbiettivo di ogni proposta didattica. Se Dante è l’esempio più immediato (è plausibile affermare che pure nella peggiore classe, una qualche terzina, un personaggio o una storia dantesca possano avere fatto breccia), senz’altro anche Giacomo Leopardi può essere annoverato tra gli autori che continuerebbero a «funzionare» a scuola. Continua a leggere “ROBERTO CONTU «Segno di grandezza e nobiltà». Giacomo Leopardi oltre gli automatismi didattici”

Interfaccia

Il termine interfaccia risale alla fine del XIX secolo. Veniva usato nelle scienze fisiche, dapprima in termodinamica per descrivere la soglia tra due sistemi termodinamici; in seguito in idrostatica, per designare la superficie di contatto tra diverse sostanze. Riemerso nell’ambito cibernetico, è stato poi reintrodotto dal teorico dei media Marshall MacLuhan negli anni Sessanta del XX secolo nel senso di «luogo di interazione tra due sistemi». Le interfacce sono quindi il luogo in cui gli umani vengono a contatto con gli esseri tecnici digitali.

Carlo Milani, Tecnologie conviviali

ALICE PETTINARI Il Ddl Condotta, un’altra legge della ginnastica d’obbedienza

[MicroMega, 7 ottobre 2024]

Se dovessimo immaginare come trasformare il Ddl Sicurezza in un regolamento scolastico, ci basterebbe leggere il Ddl Condotta proposto dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, recentemente approvato anche al Senato. Questa che ora è legge, infatti, non ha altro risultato che inasprire le “pene” interne alla scuola, colpire di fatto chi protesta e trasformare la scuola in uno strumento punitivo.

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OSCAR WILDE Rivelare l’arte senza rivelare l’artista è il fine dell’arte

Prefazione al «Ritratto di Dorian Gray»

L’artista è il creatore di cose belle.
Rivelare l’arte senza rivelare l’artista è il fine dell’arte.
Chi può incarnare in una forma nuova, o in una materia diversa, le proprie sensazioni della bellezza, è un critico.
Tanto la suprema quanto la infima forma di critica sono una specie di autobiografia.
Coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessanti. Questo è un difetto. Continua a leggere “OSCAR WILDE Rivelare l’arte senza rivelare l’artista è il fine dell’arte”

MARTIN VENATOR Lo stato della scuola

La nostra scuola, 13 maggio 2025

La scuola sta cambiando. E non è un bene.
Non ci vogliono più pensanti, ma pronti. Non più liberi, ma flessibili. Non più curiosi, ma produttivi. La scuola è stata invasa dal linguaggio dell’impresa, dal mito del merito, dalla logica del profitto. Ci dicono che serve prepararci al futuro, ma non è vero: ci stanno abituando ad accettare un presente ingiusto.
Questa scuola non è neutrale. È un laboratorio politico. E noi abbiamo il diritto e il dovere di rifiutarla.

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ORSETTA INNOCENTI «Le parole formano il pensiero»: modi di dire sessisti nel linguaggio sociale. Storia di un percorso di Educazione civica dentro la scuola a scuola

La scuola e noi, 9 settembre 2024

Premessa

Questo percorso nasce da una necessità imprevista. Durante il primo quadrimestre di questo a.s. 2023/2024, sull’onda emotiva collegata al 25 novembre, quasi tutte le classi della mia scuola sono state coinvolte, ex abrupto, approfittando di un’offerta vantaggiosa di uno dei cinema main stream della mia città, nella visione del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi.

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JULIO CORTÁZAR Istruzioni per ammazzare le formiche di Roma

Le formiche si mangeranno Roma, sta scritto. Fra le lastre di pietra vanno; lupa, quale corso di pietre preziose ti seziona la gola? Le acque qui escono alle fontane, ardesie vive, tremuli cammei che a notte fon-da maciullano la storia, le dinastie e le commemorazioni. Dovremmo trovare il cuore che fa pulsare le fon-tane perché si premunisca contro le formiche, ed organizzare in questa città turgida di sangue, di cornucopie ritte come mani di cieco, un rito di salvazione affinché il futuro si limi i denti sui monti, si trascini ammansito e senza forze, completamente senza formiche. Continua a leggere “JULIO CORTÁZAR Istruzioni per ammazzare le formiche di Roma”