JONATHAN HAIDT Relazioni «usa e getta»

Da Un’infanzia al telefono, in «Internazionale», 1561, 3 maggio 2024

Cosa è successo all’inizio degli anni dieci che ha alterato lo sviluppo degli adolescenti e peggiorato la loro salute mentale? Le teorie abbondano ma, dato che tendenze simili si riscontrano in molti paesi in tutto il mondo, il caso degli Stati Uniti racconta solo una parte della storia. Penso che la risposta sia semplice, anche se la psicologia di fondo è complessa: sono stati gli anni in cui gli adolescenti dei paesi ricchi hanno sostituito i loro telefoni cellulari con gli smartphone e trasferito gran parte della loro vita sociale online, in particolare su piattaforme social progettate per creare viralità e dipendenza. Continua a leggere “JONATHAN HAIDT Relazioni «usa e getta»”

PIER VITTORIO TONDELLI Gli spaghetti furoreggiano nei piatti

Da «Altri libertini»

I primi che se ne partono sono gli svizzeri che andranno a Parigi e così per la sera combiniamo un gran ristoro d’addio, noi cuoceremo gli spaghetti, Ibrahim preparerà il cous-cous e les suisses il pirrem-müessli, come dessert. Jeff invece dice che il massimo che può fare è invitare gente e così la sera, nella sala mensa siamo in tanti, davvero troppi e gli svizzeri hanno preparato un pentolone pieno di yogurt e frutta fresca e Ibrahim il cous-cous sbagliando però le dosi così che ne ricava solo tre piatti di quella poltiglia giallina e gli italiani invece a darsi da fare intorno alle pentole d’acqua bollente e al sugo rosso sangue che fa senso vederlo far le bolle sul fuoco. Continua a leggere “PIER VITTORIO TONDELLI Gli spaghetti furoreggiano nei piatti”

OVIDIO La ninfa Eco

Da «Metamorfosi», III, 356-369

Mentre spaventava i cervi per spingerli dentro le reti,
lo vide quella ninfa canora, che non sa tacere se parli,
ma nemmeno sa parlare per prima: Eco che ripete i suoni.
Allora aveva un corpo, non era voce soltanto; ma come ora,
benché loquace, non diversamente usava la sua bocca,
non riuscendo a rimandare di molte parole che le ultime.
Questo si doveva a Giunone, perché tutte le volte che avrebbe
potuto sorprendere sui monti le ninfe stese in braccio a Giove,
quella astutamente la tratteneva con lunghi discorsi Continua a leggere “OVIDIO La ninfa Eco”

Politicamente corretto

L’espressione angloamericana politically correct (in ital. politicamente corretto) designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone. Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e nella sostanza, da pregiudizi razziali, etnici, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale o relativi a disabilità fisiche o psichiche della persona. Continua a leggere “Politicamente corretto”

OSCAR WILDE Candidato alla presidenza

Da «Contro i luoghi comuni. Racconti cattivi, grotteschi, irriverenti»

Sì, ho deciso di candidarmi alla presidenza. Ciò di cui il paese ha bisogno è un candidato che non possa essere infangato da un’inchiesta sulla sua storia passata tale da permettere ai nemici del partito di rovesciargli addosso qual­cosa di cui nessuno aveva mai sentito parlare. Se conoscete il peggio d’un candidato fin dall’inizio, ogni tentativo di ti­rar fuori qualcosa su di lui finisce in uno scacco matto. E io voglio entrare nell’agone come un libro aperto. Riconosce­re in anticipo tutte le malvagità di cui sono stato protago­nista, e se una qualche commissione del Congresso vuol davvero frugare nella mia biografia nella speranza di sco­prire che ho tenuto nascosto qualche atto nefando e letale, be’, che frughi pure. Continua a leggere “OSCAR WILDE Candidato alla presidenza”

FRANCESCO GUCCINI L’avvelenata

«Via Paolo Fabbri 43» (1976)

Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
Credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi (a sedere!), avrei scritto canzoni
Va beh, lo ammetto e mi son sbagliato e accetto il «crucifige» e così sia
Chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia oh, il primo che ha studiato

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante
Mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’un cantante
Giovane e ingenuo ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo
E un cazzo in culo e accuse d’arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta

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EMANUELA BANDINI L’aguzzino benevolo o della narrazione sull’Esame di Stato

[La scuola e noi, 8 luglio 2024]

Questo non è un articolo sull’Esame di Stato.

Non si descriveranno indagheranno criticheranno (come è pure legittimo che sia) le tracce delle prove scritte, le griglie di valutazione, i membri esterni e interni, i Presidenti, i candidati con le bottiglie di spumante i genitori con i mazzi di fiori, ma si cercherà di mettere in fila qualche osservazione sul modo in cui media mainstream raccontano il grande carrozzone che impegna l’italica prole nelle tre o quattro settimane a cavallo dei mesi di giugno e luglio.

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JOËLLE SAMBI Mabele

Eppure ci abbiamo creduto, con passione, con pazienza
Mabele
Eravamo convinti, ottimisti, certi,
Mabele
Certi che il vuoto non avrebbe avuto l’ultima parola
Certi nella profonda assurdità della guerra
Certi che la gioia avrebbe trovato il suo rifugio. Sempre

Mabele, invano

Non è morire che mi disturba, è crepare come un cane nella somma indifferenza del mondo.
Perfino i cani muoiono in pace.

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DINO COMPAGNI Ritratto di Guido Cavalcanti

Da «Cronica delle cose occurrenti a’ tempi suoi», I 20

Uno giovane gentile, figliuolo di messer Cavalcante Cavalcanti, nobile cavaliere, chiamato Guido, cortese e ardito ma sdegnoso e solitario e intento allo studio, nimico di messer Corso, avea più volte diliberato offenderlo. Messer Corso forte lo temea, perché lo conoscea di grande animo; e cercò d’assassinarlo, andando Guido in pellegrinaggio a San Iacopo; e non li venne fatto. Per che, tornato a Firenze e sentendolo, inanimò molti giovani contro a lui, i quali li promisono esser in suo aiuto. E essendo un dì a cavallo con alcuni da casa i Cerchi, con uno dardo in mano, spronò il cavallo contro a messer Corso, credendosi esser seguìto da’ Cerchi, per farli trascorrere nella briga: e trascorrendo il cavallo, lanciò il dardo, il quale andò in vano. Continua a leggere “DINO COMPAGNI Ritratto di Guido Cavalcanti”