Le parole sono solo parole?

Quando si abitua la gente a dire parole che non capisce, è facile farle dire tutto ciò che vuole.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

5 ottobre 2013
Spiego in una prima che ci sono parole straniere come treno che noi abbiamo riadattato con le nostre desinenze dall’inglese train.
Mbe’ e chi ci dice che non siano gli inglesi che hanno riadattato il nostro treno, scusi…
La storia della grammatica
Sicuro?
Sì.
Boh.

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CHARLES BAUDELAIRE Perdita d’aureola

«Lo Spleen di Parigi»

«Ehi! ma come! voi qui, carissimo? Voi in un posto malfamato? Voi, il degustatore di quintessenze! Voi, il divoratore di ambrosia! Sul serio, c’è di che stupirmi»

«Mio caro, voi conoscete il terrore che ho dei cavalli e delle carrozze. Poco fa, mentre attraversavo di gran premura il boulevard e saltellavo nella melma, in mezzo a questo caos frenetico dove la morte accorre al galoppo da tutte le parti in un sol tempo, la mia aureola, a un movimento brusco, mi è scivolata di testa nella fanghiglia del macadam. Non ho avuto il coraggio di raccoglierla. Ho giudicato meno orribile perdere le mie insegne che farmi spezzare le ossa. E poi, mi sono detto, non tutto il male viene per nuocere. Ora posso andarmene in giro in incognito, compiere le azioni più vili, asservirmi alla crapula come i semplici mortali. E, come vedete, eccomi qua, in tutto eguale a voi». Continua a leggere “CHARLES BAUDELAIRE Perdita d’aureola”