MARK HADDON La parola metafora è una metafora

Da «Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte»

La prima è che la gente parla molto senza usare le parole. Siobhan dice che se si solleva un sopracciglio, questo gesto può significare molte cose differenti. Può voler dire: «Voglio fare sesso con te», ma può anche essere inteso come: «Hai appena detto una cosa veramente stupida».
Siobhan dice anche che se chiudi la bocca e respiri forte col naso significa che sei rilassato, oppure che ti stai annoiando, o che sei arrabbiato, e che tutto dipende da quanta aria esce dalle narici e quanto respiri velocemente e quale forma assume la bocca quando lo fai e in che modo stai seduto e che cosa hai appena finito di dire e centinaia di altri piccoli indizi troppo complicati per poter essere elaborati in pochi secondi. Continua a leggere “MARK HADDON La parola metafora è una metafora”

Principio della rana bollita

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale.
Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla.
Intanto la temperatura sale ancora Continua a leggere “Principio della rana bollita”

Primo giorno di scuola

Quest’anno voglio fare esperienze ibride. La telepatia. La realtà diminuita: studiare solo le cose che si possono toccare con mano. L’ora d’aria (fritta). La geopoesia. La storia asincrona. L’educazione civica flipped: quando è opportuno essere scortesi e incivili e fino a che punto (con riferimento a Dante), se le linee guida del ministro permettono di includere l’etica hacker tra gli argomenti da trattare.

GIOVAN BATTISTA MARINO Donna che si pettina

Da «La Lira»

Onde dorate, e l’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per questi errori preziosi e quelli;

e, mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi rubelli.

Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte gìa.

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PIOTTA ‘Na notte infame

Da «Na ‘notte infame» (2024)

Ho dormito insieme ai sogni
E me so svejato che
Erano tutti accanto a me
Erano tutti accanto a me

Sono la voce di mio pa’, di mia ma’, ora anche di Fa’
La vita vera è questa roba qua
È un diario di viaggio che non va in tv
Pechino Express chi l’ha vinto sei tu
Persi a Bangkok nella via della droga
Come Lory D. questo è il suono di Roma Continua a leggere “PIOTTA ‘Na notte infame”

ANGELA AMMIRATI La scuola sempre più ostaggio delle famiglie

«MicroMega», 4, 2024

Il 31 maggio 2024 sono stati celebrati i cinquant’anni dei decreti delegati, riforma che ha definitivamente mutato la struttura della scuola italiana, razionalizzando un ambito – quello della partecipazione democratica – che, sulla spinta dei movimenti di contestazione del Sessantotto, era stato posto come priorità nell’agenda politica, nell’ottica di superamento dell’ossatura antidemocratica e autoritaria della scuola italiana. Emanati in attuazione della legge delega 30 luglio 1973 n. 477 (per questo denominati decreti delegati) i decreti hanno istituito, tra le altre cose, i consigli di classe e d’istituto al fine di allargare alle famiglie e alla componente studentesca la partecipazione alla vita della scuola come elementi fondanti la comunità1.

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Scrivere a mano ha ancora una sua utilità

[Il post, 9 ottobre 2023]

L’idea di farne definitivamente a meno è sconsigliata da studi che mostrano come la memoria motoria aiuti i processi di apprendimento

La diffusione delle tastiere fisiche e virtuali come principale metodo di scrittura in gran parte del mondo stimola da oltre un decennio un dibattito ricorrente riguardo all’opportunità di introdurre estesamente quegli strumenti fin dalla formazione scolastica, come sostegno alla didattica o alternativa alla scrittura a mano. Nel corso del tempo i diversi tentativi di rendere l’uso dei dispositivi elettronici uno standard nelle scuole e nelle aule universitarie sono stati accolti con grande interesse, da una parte, e perplessità e dubbi, dall’altra.

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GIOVANNI VERGA Lettera a Salvatore Paola Verdura

[21 aprile 1878]

Ho in mente un lavoro che mi sembra bello e grande. Una specie di fantasmagoria della lotta per la vita, che si estende dal cenciaiuolo al ministro ed all’artista ed assume tutte le forme, dall’ambizione alla avidità di guadagno, e si presta a mille rappresentazioni del gran grottesco umano, lotta provvidenziale che guida l’umanità attraverso tutti gli appetiti, alti e bassi, alle conquiste della verità!

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Nastro di Möbius

Se prendiamo una strisciolina di carta rettangolare e uniamo i due lati più corti imprimendo a uno di essi una leggera torsione, ciò che otteniamo è una figura che in topologia viene chiamata nastro di Möbius. La caratteristica più rilevante del nastro di Möbius è di essere percorribile all’infinito senza che si possa mai distinguere tra un dentro e un fuori, tra un sopra e un sotto. Il nastro di Möbius è una superficie ininterrotta che induce a un movimento potenzialmente eterno.

Jerzy Kosinski, Oltre il giardino