ANGELA AMMIRATI La scuola sempre più ostaggio delle famiglie

«MicroMega», 4, 2024

Il 31 maggio 2024 sono stati celebrati i cinquant’anni dei decreti delegati, riforma che ha definitivamente mutato la struttura della scuola italiana, razionalizzando un ambito – quello della partecipazione democratica – che, sulla spinta dei movimenti di contestazione del Sessantotto, era stato posto come priorità nell’agenda politica, nell’ottica di superamento dell’ossatura antidemocratica e autoritaria della scuola italiana. Emanati in attuazione della legge delega 30 luglio 1973 n. 477 (per questo denominati decreti delegati) i decreti hanno istituito, tra le altre cose, i consigli di classe e d’istituto al fine di allargare alle famiglie e alla componente studentesca la partecipazione alla vita della scuola come elementi fondanti la comunità1.

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Scrivere a mano ha ancora una sua utilità

[Il post, 9 ottobre 2023]

L’idea di farne definitivamente a meno è sconsigliata da studi che mostrano come la memoria motoria aiuti i processi di apprendimento

La diffusione delle tastiere fisiche e virtuali come principale metodo di scrittura in gran parte del mondo stimola da oltre un decennio un dibattito ricorrente riguardo all’opportunità di introdurre estesamente quegli strumenti fin dalla formazione scolastica, come sostegno alla didattica o alternativa alla scrittura a mano. Nel corso del tempo i diversi tentativi di rendere l’uso dei dispositivi elettronici uno standard nelle scuole e nelle aule universitarie sono stati accolti con grande interesse, da una parte, e perplessità e dubbi, dall’altra.

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