DANIELE LO VETERE Ritornare a scuola. Brevi pensieri per insegnanti

[La scuola e noi, 11 settembre 2023]

Ho provato a fissare alcuni punti fermi per questo inizio d’anno scolastico, per chiarirli innanzitutto a me stesso. Sono brevi pensieri, tutti, in futuro, da articolare. Sono (relativamente) indipendenti e possono perciò essere letti uno dietro l’altro o autonomamente l’uno dall’altro.

1) Lasciar essere i giovani

Si parla molto dei giovani e di quello che la scuola dovrebbe fare per loro, adeguandosi alle “nuove esigenze” formative. Ma le nostre società hanno l’esagitazione di quegli individui ansioso-depressivi, che, per scaricare fuori di sé l’angoscia, parlano a raffica o si impegnano iperattivisticamente in cento progetti. Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Ritornare a scuola. Brevi pensieri per insegnanti”

Luna

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Bellissima cosa e oltremodo a vedersi attraente è il poter rimirare il corpo lunare, da noi remoto per quasi sessanta semidiametri terrestri, così da vicino, come se distasse di due soltanto di dette misure; sicché il suo diametro apparisca quasi trenta volte maggiore, la superficie quasi novecento, il volume poi approssimativamente ventisettemila volte più grande di quando sia veduto ad occhio nudo Continua a leggere “Luna”

JOHANN WOLFGANG GOETHE Perché ogni ora tanta ansia mi reca?

Perché ogni ora tanta ansia mi reca?
La vita è breve, il giorno è lungo.
E sempre il cuore brama andar via,
non so bene se verso il cielo;
ma certo via per ogni dove,
e da se stesso vorrebbe fuggire.
Se vola al seno della più diletta
ignaro si riposa in cielo;
lo porta via la briga della vita,
e tuttavia s’afferra ad un luogo;
per quanto volle, per quanto perdette,
resta infine il buffone di se stesso.

PAOLO VOLPONI Dialogo delle piante e del terminale

Da «Le mosche del capitale» (1989)

I ficus rabbrividiscono sotto il neon accanito di tutte le luci delle prime ore, quando passano le squadre dei controlli di sicurezza e della pulizia; e un poco di più ai primi squilli del telefono che precedono l’arrivo del dirigente. I ficus si rilassano nelle assenze semiilluminate, soffuse di deodorante, e si appoggiano sugli spessori biancastri delle finestre. Essi si ravvivano via via nelle attese, concentrando il colore verso lo spazio che sarà mosso e occupato dalla dirigenza. Impallidiscono nei duri colloqui. Frusciano di emozione mentale durante le stesure dei piani e delle strategie aziendali. Si inteneriscono per ciascuna nervatura e per tutte le radici nei momenti di promozione, nei trasferimenti ascensionali; e così quando si espande l’ambiente dirigenziale e la loro compita rassicurante presenza. Continua a leggere “PAOLO VOLPONI Dialogo delle piante e del terminale”

VITTORIO SERENI La visita in fabbrica

Da «Gli strumenti umani» (1965)

I
Lietamente nell’aria di settembre più sibilo che grido
lontanissima una sirena di fabbrica.
Non dunque tutte spente erano le sirene?
Volevano i padroni un tempo tutto muto
sui quartieri di pena:
ne hanno ora vanto della pubblica quiete.
Col silenzio che in breve va chiudendo questa calma mattina
prorompe in te tumultuando
quel fuoco di un dovere sul gioco interrotto Continua a leggere “VITTORIO SERENI La visita in fabbrica”

ALEKSANDR N. AFANAS’EV Il contadino, l’orso e la volpe

Da «Antiche fiabe russe»

Un contadino arava un campo, venne da lui un orso e gli disse: «Contadino, ti farò a pezzi!».
«No, non farmi del male; vedi, sto seminando le rape, per me terrò solo le radici, a te invece darò le cime».
«E sia – rispose l’orso – ma se m’ingannerai, allora sarà meglio che tu non venga più nel mio bosco a fare legna!».
Così disse, e poi se ne tornò nella foresta.
Venne il tempo della raccolta: il contadino raccolse le rape, e l’orso uscì dalla foresta.
«Ebbene, contadino, è ora di fare la spartizione!». Continua a leggere “ALEKSANDR N. AFANAS’EV Il contadino, l’orso e la volpe”

RENATA PULEO L’autonomia differenziata e la pressione sulla libertà d’insegnamento

[Altreconomia, 15 febbraio 2023]

Per allevare, sostenere la vasta operazione politico-culturale della “autonomia differenziata” serve tenere le redini dei percorsi di istruzione, di formazione delle nuove generazioni, operare sulla scuola tutta e sui suoi intellettuali organici, gli insegnanti. L’enfatizzazione dell’autonomia scolastica, voluta da un governo di sinistra a propensione efficientista di taglio europeo (Legge 59/1997 art. 21 e Regolamento Dpr 275/1999), fa buon gioco al processo delle autonomie locali e alla presa sulla materia istruzione, nell’ambigua lettura degli articoli 116 comma 3 e 117 lettera n) della Costituzione.

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