Carcere (duro)

La forma attuale dell’articolo 41 bis risale al 1992, dopo l’attentato contro il magistrato Giovanni Falcone. Pensata per lottare contro la mafia, consente al ministero della giustizia di sospendere le ordinarie regole di trattamento dei carcerati. Un detenuto giudicato pericoloso e sospettato di avere ancora un’influenza fuori dal carcere può quindi essere isolato, sorvegliato a vista e vedere limitate le ore d’aria e le visite.
Antonino Galofaro, In Italia, uno sciopero della fame per abolire il 41 bis, «Le Temps», 1 febbraio 2023

leggi anche: Emanuele Zinato, Sul caso Cospito: alcune riflessioni sciasciane, da Il presente e noi, 8 marzo 2023

EMILIO PRAGA Il professore di greco

Il lungo e magro professor di greco,
che quasi odiar mi fece il divo Omero,
fu stamane a vedermi al mio studietto.
La tavolozza mia si tinse a nero,
e io lasciando i pennelli con dispetto
il guatai torvo e bieco.

Ché all’entrar suo mi rientrò nel core
tutta la noia dei passati inciampi,
quando fanciullo pallido e sparuto
alle dolci anelavo aure dei campi,
e avrei pei gioghi del Sempion venduto
e Troia e il suo cantore.

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Assenteista

Non chiedetevi se la prof Di Lio è stata assente dalla scuola per vent’anni o no, o se era impreparata e confusa nelle spiegazioni, imprecisa nel preparare i programmi e casuale nell’assegnazione dei voti (ho tolto le virgolette sia alte che basse), se è giusto che sia giustiziata sui giornali o sarebbe meglio una giustizia sommaria nella pubblica piazza. La domanda giusta è: perché questa storia fa notizia?

GIOVANNI BOCCACCIO Nastagio degli Onesti

Se Guido degli Anastagi s’era ammazzato, peggio per lui! L’amore è una passione spontanea che vive di libertà. E la donna, che si ostina a dirmi di no, mi farà infelice; ma della mia infelicità ella non può essere né accusata né condannata da legge veruna. La massima che le donne sieno in obbligo di riamare chi le ama, è uno de’ sofismi usati da’ seduttori.
Giovanni Berchet, Lettera semiseria (1816)

Dal «Decameron», V giornata

Nastagio degli Onesti, amando una de’ Traversari, spende le sue ricchezze senza essere amato; vassene pregato da’ suoi a Chiassi; quivi vede cacciare a un cavaliere una giovane e ucciderla e divorarla da due cani; invita i parenti suoi e quella donna amata da lui a un desinare, la quale vede questa medesima giovane sbranare e temendo di simile avvenimento prende per marito Nastagio.

In Ravenna, antichissima città di Romagna, furon già assai nobili e gentili uomini, tra’ quali un giovane chiamato Nastagio degli Onesti Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Nastagio degli Onesti”

FRANCESCO GUCCINI Migranti

Da «Note di viaggio – Capitolo 2: non vi succederà niente» (2020)

Andavamo che non era ancor giorno
La bocca piena di sogni e dolore
Lasciavamo in un niente di ore lì attorno
Una casa di gente e di amore
E una terra da infami, di sassi e di rabbia
La miseria attaccata alla pelle come una scabbia
Ma nei petti gonfiava un respiro che volava in giro come una danza

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GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 2

[L’identità di Clio, 4 luglio 2022]

Quale visione oggi per una scuola democratica e non classista?

Prima di interpretare, nelle conclusioni, le ragioni per cui la scuola della Costituzione non è riuscita a garantire una piena eguaglianza, proviamo a confrontarci con una proposta di scuola “democratica” (che cioè eviti il meccanismo della selezione e favorisca l’emancipazione intellettuale delle classi meno favorite,), pubblicata in tempi recentissimi e, crediamo, portatrice di un progetto politico-culturale condivisibile, quella di Christian Laval e di Francis Vergne1. A parere dei due autori, solo se la scuola si concepisce come istituzione capace di «cambiare valori collettivi e relazioni sociali»2, essa può entrare in antagonismo con la trasformazione, avvenuta dopo il 1968 «della scuola caserma in scuola impresa»3. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 2”

Libertà di insegnamento

La libertà di insegnamento [proclama] l’incompetenza radicale di ogni autorità temporale ad organizzare l’educazione.
Auguste Comte, Discours préliminaire sur l’ensemble du positivisme (1848)

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento
Costituzione della Repubblica italiana, art. 33

Ai docenti è garantita la libertà di insegnamento come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente. L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni.
D.Lgs. 297/1994, art. 1

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EUGENIO MONTALE Felicità raggiunta

Da «Ossi di seppia»

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Temo i Danai che prestano doni

Un docente non può essere contemporaneamente psicologo, educatore, facilitatore, assistente sociale, perché la classe è un setting educativo e non è formata da 10-12 studenti, ma da 25-27-30.
Lidia Cavadini, Ragazzi cattivi, Riflessioni a margine di un fatto di cronaca locale, in «Il presente e noi», 20 febbraio 2019

La didattica a distanza è finita perché è finita la pandemia. Falso. La didattica a distanza è fallita perché, quando è finita la pandemia, ci si è resi conto che aveva fatto dei danni sociali e psicologici agli studenti. Falso. Si è riscoperta l’importanza della relazione. Falsissimo. I banchi monoposto a rotelle erano un assaggio delle nuove modalità di apprendimento a 360 gradi. Fuochino. Li avete ammassati nei sottoscala? Avete fatto male.

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FRANCESCO PETRARCA L’accidia

Da «Secretum», libro II

Agostino: Ti domina una funesta malattia dell’animo, che i moderni hanno chiamato accidia e gli antichi aegritudo.
Francesco: II nome solo di essa mi fa inorridire.
Agostino: Non me ne meraviglio, poiché ne sei tormentato a lungo e gravemente.
Francesco: È vero; e a ciò s’aggiunge che mentre in tutte quante le passioni da cui sono oppresso è commisto un che di dolcezza, sia pur falsa, in questa tristezza invece tutto è aspro, doloroso e orrendo; e c’è aperta sempre la via alla disperazione e a tutto ciò che sospinge le anime infelici alla rovina. Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA L’accidia”