Io, Robot

È venuta meno la centralità della figura dell’insegnante, ridotto a un disciplinato burocrate, a cui è tolto il tempo persino di studiare e di preparare le lezioni. Mentre sino a poco tempo fa la scuola era contraddistinta da un tempo improduttivo, era un intervallo sottratto alla produzione, ora non solo il linguaggio della sua gestione è diventato quasi esclusivamente economico, ma in parte anche la pratica dell’insegnamento.
Romano Luperini

20 gennaio
Così Giulio Ferroni, in «Una scuola per il futuro», scritto in tempi di quarantena, sulla didattica digitale integrata come specchio dei tempi:

Si è giunti a vagheggiare, anche per l’auspicato ritorno a scuola, una definitiva alterazione del ruolo dell’insegnante, destinato ad avvalersi di una didattica affidata a pillole audiovisive, a materiali da pescare sulla rete – e quindi più vicino alle nuove sensibilità degli allievi, che ormai sono tutti nativi digitali -: si è detto che un docente all’altezza dei nuovi tempi non dovrebbe pretendere di essere un «maestro», ma porsi piuttosto come un consulente e facilitatore.

1 ottobre
Lory: prof, ma lei non la personalizza la sua aula?
Prof: vorrei mettere uno scaffale con dei libri…
Lory: ci starebbe bene una palma.

13 ottobre
Qualcuno ha voglia di rispondere a una domanda blu?

14 ottobre
La domanda blu, a cui corrisponde il voto blu, da quest’anno in 20mi, è «cos’è il cesarismo?». Le opzioni, realizzate in base alle risposte ricevute sono, nell’ordine:
a) quando si fa nascere un bambino praticando un taglio (cesareo)
b) fare opere pubbliche dando lavoro a un sacco di gente
c) il movimento politico a cui appartengono i sostenitori di Cesare, i cesaristi
d) risposta giusta non pervenuta

24 ottobre
Mi è venuta voglia di dare un tema ispirato a una battuta di una collega al bar: «Una certa dose di ipocrisia è necessaria per poter convivere in una comunità?». Io penso di no. In teoria. Nella realtà siamo tutti un po’ Dottor Jekyll e Mister Hyde.

6 novembre
Una dirigente scolastica del Veneto appoggia la petizione dei maturandi (sedicenti maturanti) su change punto org, quella per cui la dad ha distrutto le nostre basi linguistiche quindi non c’è la possiamo fare ha sostenere la prima prova dell’esame (figuriamoci la seconda). Dice, la tizia, che la prova scritta risale al 1923 mentre nel frattempo, «il mondo e le competenze necessarie per affrontarlo sono cambiate». Suggerisce, la tizia, che alle/agli studenti «occorre saper usare bene il linguaggio dei social». Caspita, mi è venuta un’idea.

14 novembre
Irresistibile voglia di giocare a tetris per ingannare la domenica senza calcio, in cui dovrebbe diluviare (finora c’è stato il sole) mentre un pacco di compiti fa capolino sul tavolino e il libro di grammatica è aperto alla pagina «proposizioni soggettive».
Ho detto tetris, non tennis.

Più tardi.
Quattro gocce sono sufficienti a considerare immorale non tagliare il nastro che avvolge i suddetti compiti di italiano?

28 novembre
Anche Cingolani, ministro della transizione ecologica, fisico, ha detto la sua sull’insegnamento della storia. Dice che le guerre puniche si studiano 4 volte a scuola (troppo poco, dico io, si dovrebbero studiare cinque volte almeno). Lucia Azzolina, ministra dell’istruzione nel governo Conte come Lina Azzo, oggi dirigente scolastica in una scuola di Palermo, lo ha confutato: si studiano tre volte e mai nello stesso modo (ogni volta si dà più importanza a una delle guerre puniche, che sono tre). Nella realtà, non nei dibattiti tra questi grandi scienziati, le guerre puniche si studiano solo due volte. Mentre la guerra fredda, per dire, se va bene, mezza volta.

1 dicembre
Oggi in quarta rossa per spiegare il VI canto del Purgatorio abbiamo giocato alla zara. Ha vinto Federica.

(Poiché ormai per interrogare uso random generator, a chi mi chiede a cosa mi servono i dadi d’ora in poi rispondo: a spiegare il VI canto del Purgatorio)

12 dicembre
Amo le domeniche in cui splende il sole e i compiti sono impacchettati, tutti belli che valutati. Poi mi ricordo che una mi ha scritto Macchiavelli, tre Nicolò, Giuliano de’ Medici è diventato figlio del papa e Lorenzo di Giuliano de’ Medici nipote del pontefice, e quasi tutti hanno scritto che Machiavelli scrive il Principe per essere riammesso a Firenze e il buonumore non dico che è passato, ma diminuito un tanto così.

22 dicembre
135 compiti corretti, valutati e autografati nel corso del primo trimestre sono infiocchettati in 6 pacchetti. Il voto più alto è 9, il più basso è 3 (postumo).

29 dicembre
Secondo voci di corridoio quest’anno, per aumentare il divertimento dell’Esame di Stato per tutte e tutti, verrebbe reintrodotto lo scritto di italiano. La fonte, testualmente: «Dopo l’orale del 2020 e il colloquio con tesina del 2021, torna dunque il TEMA».

Il tema.

9 gennaio
Qualcuno dice: perché non cominciamo subito con la dad dal momento che tra una settimana siamo tutti in dad? Ma forse sarebbe meglio dire che tanto vale andare da subito tutti in dad dal momento che tra un po’ ci sarà solo la dad, e forse non ci saremo noi a fare la dad.

A scanso di equivoci: non è il governo (questo o qualsiasi altro) che ci vuole imporre la dad, siamo noi docenti che la invochiamo perché, come l’abbiamo sperimentata in questi due anni, è troppo comoda e ci semplifica tante cose. Gli argomenti a favore, dal punto di vista sanitario e/o didattico, come sempre, si trovano: 3 dosi di vaccino non bastano, non ho fatto in tempo a fare la terza dose, se le/gli studenti non studiano è perché noi non siamo abbastanza capaci (e invece io proietto video, contenuti multimediali, scrivo sulla lavagna interattiva e le/gli studenti apprendono e allo stesso tempo riescono a giocare alla play), non è vero che genera problemi psicologici (le/gli studenti erano già depressi di suo, e comunque non è dimostrato), ci sono le classe pollaio. Infatti. Ma quando noi manifestavamo contro le classi pollaio, voi, dove eravate?

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