Le parole sono solo parole?

30 maggio
Chi non si allinea alla narrazione ufficiale sulla pandemia è un «negazionista». Non credo più a niente e nessuno, per cui, personalmente, non ho difficoltà ad allinearmi alla narrazione ufficiale. Questo a prescindere che il negazionismo sia un reato e che possa essere punito.

Un esame a distanza è anche detto «da remoto», cosa che autorizza a pensare che le domande vengano registrate prima e poi proposte allo studente. Che può prendersi un po’ di tempo per rispondere, a seconda del tempo di connessione e della distanza. D’altra parte la didattica a distanza ha rivoluzionato il concetto di «presenza»: per essere presente non è più necessario stare fisicamente in un determinato posto, si può essere presente anche a casa propria. La scuola privata è pubblica. Le ore possono essere di 40 minuti (e magari domani si svalutano e durano un’ora e dieci). Un imbuto non è quello che credi.

Fino a ieri l’altro si parlava di alienazione come di una condizione da cui liberarsi. Abbiamo camminato per decenni sull’orlo del precipizio. Il 4 marzo l’alienazione è stata imposta per decreto a docenti studenti e genitori di studenti. Quando ci ritroveremo dentro un’aula o nel corridoio di una scuola faremo fatica a riconoscerci? Se una/o studente parla a sproposito gli diremo di spegnere il microfono?

Carmelo ha scritto un «Elogio della parola contagio». Siccome mi piaceva l’ho pubblicato qui. Quando si fa la sanificazione di una parola, i significati positivi vengono tutti eliminati. Ma non è detto che sia un male assoluto. Da quando è scoppiata la pandemia nessuno usa più la parola virale nel senso di una notizia che fa il giro del mondo. E alcune parole neutre diventano benauguranti. Un congiunto è uno con cui si può mangiare allo stesso tavolo al ristorante.

Il concetto di competenza è quanto mai sfuggente, un individuo è competente quando sa fare una determinata cosa, o sa fare la cosa giusta al momento giusto, o la sa lunga. Anche un virus è competente, se riesce ad acquisire dna estraneo dall’ambiente. Siccome in scienze non sono tanto competente ho chiesto ad Alvaro se ho scritto bene. Ha risposto: un virus è competente nella misura in cui una macchina veloce è in gamba. Questa la so. Una zoonosi è quando un virus passa da un animale all’uomo. E il coronavirus è una zoonosi perché proviene dai runners.

6 giugno
Una tizia ha scritto condicio o conditio sine qua non secondo i dizionari. E io, saccente, ma quale dizionari, si dice condicio e basta, in latino conditio vuol dire un’altra cosa e l’espressione non si può tradurre condizione senza la quale non. Non tiene. E ho mandato una foto del Castiglioni Mariotti. La tizia controbatte con una pagina della Crusca, dove, sì, in effetti, c’è scritto che nel linguaggio giuridico sono attestate tutte e due le grafie e nella letteratura praticamente solo la forma conditio. E stacce. Il contentino è nelle ultime righe: «diverso è invece il caso di par condicio: tale locuzione, infatti, è stata introdotta nel linguaggio politico solo negli anni Novanta, riprendendo, in forma ridotta, una formula propria del diritto romano – par condicio creditorum – e come tale essa gode di una maggiore stabilità».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: