Breakdown (Crollo nervoso)

7 maggio
Il primo capitolo del diario della DaDa era possibilista. Nessun entusiasmo (non ci poteva essere), ci è capitato di dover fare lezione da una finestrella, cerchiamo almeno di mantenere il contatto. Anche questo aspetto si è rivelato illusorio. Il secondo capitolo si apre con la constatazione che la DaDa è infernale. In sottofondo suona, ossessiva, De Do Do Do, De Da Da Da dei Police: Da Da De Do Do Do, De Da Da Da Da Da De Do Do Do, De Da Da Da eccetera. Il terzo capitolo vira sull’horror. Come il film di Cronenberg a cui si ispira («Videodrome»), affronta il tema della mutazione indotta da una tecnologia invadente. Il quarto capitolo è noir. Si intitola «Breakdown» («Crollo nervoso», episodio del 1955 di «Alfred Hitchcock presenta»).

8 maggio
L’effetto di due mesi di DaD è che mi sembra di essere sempre vicino all’occhio di una webcam o a un microfono acceso.

9 maggio
Il piano delle classi dimezzate è stato sostituito da un piano ispirato alla rotazione triennale (in linea con il braccia rubate all’agricoltura style di Lina Azzo e del suo staff): un terzo della classe dentro l’aula, un terzo a casa, un terzo in giro per la città a guardare monumenti (arte), a studiare topi, fiori e piante (scienze) o a cartografare il territorio (geografia). Il giorno dopo il gruppo in presenza diventa gruppo in giro per la città che diventa gruppo a distanza che diventa gruppo in presenza e così via.

Riassumo qui quello che ho letto stamattina sul web per mio promemoria: i candidati faranno la seconda prova dell’esame di Stato a casa. Sta per uscire un’ordinanza su come abbiamo valutato le attività di didattica a distanza (a posteriori), la soluzione delle classi dimezzate è stata abortita (ufficialmente) ma continua stranamente a essere al centro di tutti i dibattiti (finché qualcuno non dirà: alle classi dimezzate non c’è alternativa), gli intellettuali, bontà loro, sui giornali scrivono che la classe è un luogo fisico dove si può fare piedino. Una riflessione: come suggerisce Lavinia, mamma a distanza, dobbiamo denunciare ora che cosa abominevole è la DaD se non vogliamo che ci venga riproposta pari pari (senza oneri per lo Stato) a settembre.

Riguardo al secondo punto, l’ordinanza su come abbiamo valutato le attività di DaD, copio qua, sempre per mio promemoria quello che ha scritto sulla sua bacheca facebook Cristiano Corsini: «Ma quello che non comprendo è come d’un tratto migliaia di docenti riescano a fare tutto questo senza aver avuto elementari indicazioni su come attuare una valutazione descrittiva e criteriale da marzo a maggio. Senza una valutazione in itinere criteriale non puoi dare queste indicazioni».

10 maggio
Profumo, l’ex ministro, dice che per la Dad i docenti non erano pronti. Se è per questo nemmeno gli studenti erano preparati a sfruttare le risorse di questa modalità didattica. La nostra ossessione per la valutazione li ha spinti a imparare in fretta. La frontiera si è spostata. Nulla sarà più come prima.

11 maggio
Ho detto alla quinta gialla (nome di fantasia) di prepararsi su 20 testi del Novecento per l’esame di Stato. Che lo stesso testo non può uscire due volte lo stesso giorno, ma può uscire un altro giorno. Non ho detto che uscire non significa sorteggio ma predestinazione. Come potrei non chiedere a Valentina Nevoi di commentare il capitolo della Coscienza di Zeno sull’ultima sigaretta? E a chi chiederò Mattina di Ungaretti? E Caro piccolo insetto di Montale?

Vademecum per gli scrutini. Aggiornamento
3 aprile: tutti promossi.
29 aprile: tutti promossi, ma «chi merita 4 avrà 4» (Lina Azzo)
7 maggio: «Non passeranno proprio tutti alla classe successiva. Le mancate ammissioni alle classi successive solo nel caso di alunni sempre assenti o in presenza di gravi provvedimenti disciplinari» (Max Bruschi)
11 maggio: si può bocciare uno studente che non ha frequentato la DaD (per cui non sussistono elementi valutativi) «tranne se abbia avuto difficoltà legate alla disponibilità di apparecchiature tecnologiche o alla connettività».

In questa faccenda ci deve essere una qualche premeditazione. Prima dici agli studenti non vi preoccupate sarete tutti promossi. Però con i debiti. Però attenzione gli studenti saranno valutati «come se niente fosse». Deve sembrare tutto normale: escono griglie di valutazione della didattica a distanza, del comportamento durante la didattica a distanza, tabelle di conversione di giudizi in indicatori numerici (fa lezione in pigiama: 4). L’economia, che regola la scuola (e che è in astinenza, vedi la sospensione delle prove Invalsi), reclama il suo spazio. E allora, forse, chi è sempre stato assente non può essere graziato in codesto modo. E vogliamo promuovere chi si è dato alla macchia durante la DaD? La conoscete la barzelletta di Enrichetto?

Allora, c’è Enrichetto che una domenica mattina va sul Tevere a pescare. Mentre sta pescando si addensano delle nuvole nere. Enrichetto è preoccupato ma si apre uno squarcio nel cielo e appare la Madonna (Lina Azzo) che dice: «Enrichetto sei protetto (promosso)». Enrichetto continua a pescare mentre piove a dirotto e il livello del Tevere si alza pericolosamente. A questo punto arriva un gommone. Dal gommone urlano a Enrichetto: «regazzì, salta su». Enrichetto dice:  non ve preoccupate, io so protetto. Questa scena si ripete tre volte. Finché un’ondata non fa affogare Enrichetto che si trova, con un bel abito bianco, in Paradiso (bocciato). Allora, Enrichetto va a chiedere perché è in Paradiso e San Pietro, dopo aver consultato il librone (ancora in Paradiso non si sono attrezzati con il registro elettronico) dice: «ma se t’avemo mannato tre gommoni». I gommoni sono i tablet in comodato gratuito e i giga.

12 maggio
Premesso, è una buona notizia, che «Le nostre scuole sono in condizioni migliori di quelle del dopoguerra» (lo sostiene Ludovico Fontana, direttore del Corriere della Sera, in una lettera che inizia con «caro signor Tavolotti» e finisce con «improvvisazione»), si tratta di rimboccarsi le maniche, e armarsi di buon senso (che fa sempre bene). Non aspettiamoci un piano del ministero, che è già abbastanza oberato a organizzare task force, a predisporre piattaforme, a pensare ordinanze. Facciamo ognuno un piano, un piano di istituto che tenga conto delle dimensioni del caseggiato, dello spazio interno alle aule, del numero di studenti, di cosa vogliamo insegnare e quanto. E se. Porte e finestre blu.

14 maggio
Ho trovato la soluzione che mette d’accordo tutti (ed è anche a costo zero): la DaD, intesa come Didattica auto Didattica. Ognuno a casa sua. Lezioni con tutorial. Interrogazioni davanti allo specchio.

Tutti promossi, tranne chi non dispone dello strumento o è incorso nei rigori dello statuto delle studentesse e degli studenti (ha frantumato lo strumento). Ex art. 4, cc. 6 e 7 dell’ordinanza sulla valutazione (al vaglio del Cspi).

Vademecum per gli scrutini. Aggiornamento (continua dall’11 maggio)
«Si può bocciare se lo studente è troppo carente» (Lina Azzo).

15 maggio
Oggi, mentre provavo inutilmente a chiamare una studente, mi è tornato in mente questo (brutto) libro del 2007 (quando i cellulari non erano ancora smartphone ndr).

nonhocampo

19 maggio
Uno studente della quinta gialla (nome di fantasia), durante la lezione di italiano, ha ricevuto una telefonata dai Testimoni di Geova. Ha detto: ma possono? Gli ho suggerito di rispondere che secondo i Testimoni di Geova il mondo doveva finire nel 1914 (ho avuto la soffiata da Paolo Francini giorni fa) e invece siamo nel 2020 E TRA UN MESE DEVO SOSTENERE UN ESAME.

20 maggio
In seconda rossa (nome di fantasia) ho somministrato un test sugli argomenti svolti nel periodo della DaD. I voti vanno da 9 a 10, tranne uno che ha sbagliato tutto l’esercizio: 3. Per molti è l’unico voto del secondo quadrimestre. Quando registro le medie scrivo tra le annotazioni: e quando ti ricapita più?

21 maggio
Il piano del ministero per la riapertura: le classi pollaio saranno trasformate in classi di polli allevati per metà all’aperto.

22 maggio
Voglio fare chiarezza sugli imbuti che vedete lì sopra. Lina Azzo non ha fatto un lapsus, ha detto chi si oppone alla DaD ha un’idea di scuola vetusta, frontale, gentiliana, gli imbuti rendono bene l’idea, certo tecnicamente non si riempiono a meno che non siano tappati. Gli imbuti sono un’arma a doppio taglio, servono a travasare le conoscenze ma servono ancora di più come distrazione (vedi, ha detto mbuti, ma guarda che cretina, le classi pollaio non sono state abolite? mbuti. Non c’è un piano per il rientro? mbuti). Per questo li ho messi a testa in giù, ci voglio vedere gli studenti che si sono stancati di ricevere le conoscenze attraverso la canna della DaD.

25 maggio
Iniziando a leggere l’ordinanza sulla valutazione, mi è venuta in mente questa massima di Paul Valéry: «I popoli sono letteralmente degli animali […]. Coloro che vogliono “governarli” ossia credere di farlo, si fanno necessariamente simili a loro».

26 maggio
Il ministero ha trovato la soluzione per eliminare le classi pollaio. Saranno rinominate gabbie da conigli (ma intanto ha trovato altri 150 milioni da regalare alle scuole private).

Intanto la task force, dopo un mese di lavoro, ha sentenziato: a settembre si tornerà a scuola dalla scuola dell’infanzia alle medie («I bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità»). Gli studenti delle superiori invece, per prima cosa non hanno bisogno del contesto di socialità, poi c’è il problema delle classi pollaio, e soprattutto sono più grandi «e quindi la possibilità di intervallare un tempo in presenza e un tempo di didattica a distanza è possibile».

27 maggio
Come aveva lucidamente capito il filosofo cinese Lao Tzu nel VI secolo a. C., 24 ore da 45 minuti non equivalgono a 18 ore di 60 minuti.

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