Confronto

Bologna. 60 docenti del Liceo Copernico hanno risposto all’appello del liceo Amaldi di Roma e faranno lezione per spiegare cosa accade sui migranti. Scrivono, tra l’altro: «La considerazione che il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia. Siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione».  L’iniziativa non è piaciuta alla senatrice leghista Lucia Bergonzoni. Dice che vuole insegnare agli insegnanti cosa sta facendo il governo riguardo ai migranti. Chiede un intervento del ministro Bussetti contro questi ipocriti (sic) che vogliono strumentalizzare fatti di cui non sono a conoscenza.

Budapest. «Da quest’anno, i libri scolastici diffusi in Ungheria saranno pubblicati esclusivamente dal Centro statale dello sviluppo dell’istruzione (Ofi). Lo stabilisce la riforma dell’istruzione pubblica voluta dal governo di Viktor Orbán, con una legge che bandisce le edizioni private già in uso fra i banchi degli istituti ungheresi» (Il Sole-24 ore). Esempio. Nei libri di testo governativi, che riportano ampi stralci dei discorsi del primo ministro, si parla dell’immigrazione come un pericolo «per i valori tradizionali» della nazione: «Consideriamo un valore che l’Ungheria sia un Paese omogeneo».

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